Giuseppe
Verdi: la casa di Sant'Agata

Piero
Angela ci conduce nel mondo e nella musica di Giuseppe Verdi.
La narrazione si alterna con film, scene d'opera, interviste
ad esperti e ricerche storiche che ci permettono di ricostruire
l'epoca di Verdi e il suo cammino artistico e umano. Villa Verdi,
a Sant'Agata, appartiene ai discendenti di Filomena Verdi, nipote
del compositore, da lui adottata proprio nella bellissima residenza
nel parco della villa. Angela ci guida tra le stanze di casa
Verdi, dove tutto è originale rispetto ai tempi in cui
fu abitata dalla coppia Verdi.
Vediamo la sala del biliardo, dove Verdi giocò molte
partite con Boito e Ricordi, a cui era legato per stima e affetto
oltre che per lavoro. La residenza è un luogo di grande
signorilità, con moltissime stanze. Ci lavoravano tredici
persone di servizio addette alle più diverse mansioni.
La vita era comunque semplice e frugale. Si cenava alle cinque
del pomeriggio, e si andava a letto presto. Verdi si alzava
alle quattro del mattino e teneva per ore la sua fitta corrispondenza
col mondo. Sembra abbia scritto 25.000 lettere. Vediamo la camera
di Giuseppina Strepponi. E' facile intuire a quanto l'artista
Strepponi abbia rinunciato per vivere accanto al suo "Mago",
come lei chiamava Verdi. Lei amava moltissimo viaggiare, conoscere
luoghi e persone, parlava correttamente molte lingue, era stata
una stella dell'opera, e amava moltissimo Parigi. Tutte le volte
che poteva, pregava Verdi di portarla a Parigi, dove ritrovava
il mondo intellettuale artistico e borghese che le apparteneva.
Strepponi accettò di vivere nell'isolamento di Sant'Agata
perché sapeva che questo era indispensabile all'arte
di Verdi.
Vediamo la camera di Verdi, con la grande scrivania su cui componeva.
In un angolo c'è il pianoforte. Sembra che Verdi usasse
poco il pianoforte per comporre, scriveva direttamente la partitura.
Nel parco della villa, di oltre sette ettari, Verdi poté
soddisfare la sua natura di 'contadino'. Vediamo il frigorifero
naturale, una grotta che in inverno veniva riempita da lastroni
di ghiaccio prelevati dal laghetto, che rimanevano intatti fino
all'estate, e permettevano la conservazione di molti alimenti.
Infine, nel giardino, la lapide di un grande amico di Verdi,
da lui stesso seppellito: il suo amato cagnolino maltese.
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Durata
5'25"
Materie
Opera e musica
operistica
Storia della musica
Ordine scolastico
scuola media inferiore scuola media superiore
Tratto da
"Speciale Superquark" Anno: 2000
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