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Consideriamo le principali componenti strumentali:
* ambientazione armonica. Gli strumenti costruiscono
la trama, la neutra testura armonica nella quale
acquista significato la linea del canto. E' la
funzione primaria, dominante nel melodramma fino
al Verdi della maturità. Un confronto con
le abitudini in voga fino allora (ascoltiamo per
esempio "La donna è mobile" dal
Rigoletto
, unità
36: Opera lirica. La trama. Dal palcoscenico alla
vita; oppure "Tacea la notte placida"
dal Trovatore,
unità 51.Giuseppe
Verdi: Il trovatore - parte prima) può
essere interessante per far cogliere il salto
stilistico dell'ultimo Verdi, troppo interessato
a far interagire gli strumenti con la voce. Nel
Falstaff l'accompagnamento "neutro"
sparirà quasi del tutto.
* una funzione ancora più elementare: il
raddoppio della voce. Lo strumento esegue la stessa
melodia del canto. Ciò avviene quando il
compositore vuole dare una particolare enfasi
alla frase cantata. Ne abbiamo esempi continui
nella cosiddetta "trilogia popolare",
Rigoletto,
Trovatore,
Traviata.
Nell'aria di Ferrando "Di due figli vivea
padre beato", dall'unità citata sul
Trovatore, l'accompagnamento si riduce a raddoppio,
a sottolineare l'"oggettività"
della narrazione. Nel concertato del Rigoletto,
con i quattro cantanti che eseguono ciascuno una
parte propria, diversa da quella degli altri,
gli strumenti non eseguono la musica di tutti
e quattro, ma di uno solo, che acquista così
una posizione centrale: Gilda (unità
9. Giuseppe Verdi: il trionfo dell'opera romantica).
La scelta di Verdi non è casuale, e ci
rivela chi dei quattro gli è più
caro!
* a volte non è la voce ad attaccare la
sua parte, ma si fa precedere da un'introduzione
orchestrale, a volte da un'anticipazione del motivo
stesso del canto. Un esempio ancora dal primo
atto del Trovatore:
la cabaletta di Leonora "Di tale amor che
dirsi". Due esempi da Aida:
nel primo atto il Re
è introdotto da una solenne fanfara (unità
59.Giuseppe Verdi: Aida - Atto primo);
nell'ultimo atto la scena del sotterraneo si apre
con il cupo motivo a note puntate, che continuerà
ad accompagnare il triste canto di Radamès
(unità 62.Giuseppe
Verdi: Aida - Atto quarto). Nell'aria
"Celeste Aida", ancora dal primo atto,
la frase "Il tuo bel cielo vorrei ridarti"
è preceduta dallo stesso spunto melodico
affidato agli strumenti;
* la funzione più interessante è
quella del contrappunto al canto, con gli strumenti
che eseguono linee melodiche diverse da quelle
della voce. E' un po' come se il compositore trasferisse
agli strumenti la parte che in un concertato avrebbe
affidato alle altre voci di canto: un risuonare
simultaneo di "pensieri musicali" diversi.
Ecco ancora Aida
in procinto di entrare al cospetto di Amneris.
Non si esprime ancora; eppure, mentre Amneris
canta, noi sentiamo per così dire la sua
voce: l'orchestra esegue il motivo con cui l'opera
intera esordiva, e che è un po' l'emblema
della stessa Aida
(unità 60.Giuseppe
Verdi: Aida - Atto secondo).
Un altro esempio straordinario troviamo nel terzo
atto di Otello
(unità 57.Giuseppe
Verdi: Otello. Atto terzo). "Dio
mi potevi scagliar tutti i mali", canta annichilito
il protagonista. Un pesante inciso orchestrale
crolla verso il basso, come un singhiozzo, prima
di ogni frase. E poi la lunga arcata discendente
dei violini, su uno spunto ritmico che si ripete
ossessivamente. La melodia orchestrale si spinge
verso l'alto, in un empito di commozione, alle
parole "E avrei portato la croce crudel d'angosce
e d'onte". Notiamo la scelta inversa che
Verdi compie, tra voce e orchestra: l'orchestra
ripete lo stesso ritmo e varia la melodia; la
voce ripete lo stesso suono, ma varia il ritmo.
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